Sempre la stessa minestra

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Artiamo, la tela

Perché conduco laboratori di espressione artistica sempre uguali da anni?
Me lo sono chiesto osservando le proposte di altri professionisti e ascoltando le richieste che mi arrivano.
Alcuni mi chiedono corsi di arte per imparare qualcosa. Come dice il proverbio “Prendi l’arte e mettila da parte”. Avrebbe senso se l’obiettivo del mio lavoro fosse insegnare qualcosa e cioè far aggiungere conoscenza a quella che già ognuno ha.
Altri mi dicono che dovrei proporre altri tipi di laboratori per far provare nuove esperienze. Hanno bisogno di novità per paura di annoiarsi o…. È un po’ come comprare qualcosa di nuovo. Si gode dell’ebrezza della novità. Anche questo avrebbe senso se l’obiettivo del mio lavoro fosse far godere di un momentaneo divertimento.
E invece propongo sempre la stessa minestra… o quasi.
Ma l’obiettivo del mio lavoro è ascoltare per invitare ad ascoltarsi attraverso l’arte come mezzo espressivo.
Cosa significa in pratica?
Significa che, quando una persona si trova in una situazione conosciuta:
– in cui sa di essere libera di esprimersi,
– in cui sa di essere capace di esprimersi con semplicità,
– in cui sa che non le viene chiesto niente se non essere se stessa,
può fare un grande respiro, rilassarsi e godere di quel momento di ascolto.
La stessa minestra ci fa sentire al sicuro e, superato il momento in cui l’assenza di nuovi stimoli ci spaventa, scopriamo quanto dentro di noi ci sia una ricchezza infinita a cui attingere per godere semplicemente della meraviglia che è già in noi.
Provare per credere.

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Il ritratto con il collage

Come spesso accade, guardandomi in giro nascono in me le idee.
Traggo ispirazione dal mondo che mi circonda e ringrazio.
Recentemente sto seguendo su Instagram Hector Frank che crea ritratti, anche con il collage, che mi piacciono molto. Hanno una forza espressiva che mi ha subito colpito.
Ho pensato che desideravo sperimentare anche questa modalità di espressione.
Così ho fatto un piccolo esperimento (vedi immagine) che mi ha fatto venire voglia di farne altri.
Ho visto che, dandomi solo come input gli elementi base di un volto: forma ovale attaccata a forma rettangolare sottile (viso e collo) e due occhi, un naso, una bocca e due orecchie, e pescando i materiali d’istinto, è nato un personaggio (vedi foto allegata). Non so chi sia ma mi colpisce.
Così ho deciso di dedicare anche il prossimo appuntamento del laboratorio di espressione artistica ARTIAMO per gli adulti al ritratto con il collage.
Ma faranno il ritratto di chi?
Di se stessi, di un loro caro, del loro amico peloso e di qualcuno che non si sa chi è.
Non so rispondere adesso. Ve lo farò sapere dopo il laboratorio.
Come sempre la parola d’ordine è “liberi!”.

Cosa ne pensate?

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PS: Per approfondire questa è un po’ la storia del collage nell’arte.
https://www.stilearte.it/lorigine-del-collage-una-magia-inventata-da-cubisti-e-futuristi/

Libertà!

2017-08-04 12.42.41Questa parola l’ho sentita talmente tante volte (anche quando non aveva senso) che quasi mi da fastidio scriverla.
Ma che cos’è la libertà?
O meglio cos’è per me.
Libertà è svegliarsi la mattina con il cuore leggero sapendo che la mia giornata avrà un senso per me.
Libertà è riuscire a concedersi di pensare e agire diversamente dai più consapevolmente.
Libertà è riuscire a dire quello che penso senza paura e quindi senza rabbia.
Libertà è vedere la soglia della libertà dell’altro e non vederla come un limite per la mia ma un’opportunità per godere del mio spazio ed essere grata.
Libertà è porsi dei limiti e in quelli dare il meglio di se.
Non c’è libertà senza limiti.
Quando mi sento sicura e so dove finisce il mio spazio e il mio tempo, posso anche chiudere gli occhi e abbandonarmi a quello che accade, assaporando un gran senso di libertà.

In questo senso uso la parola “libera” quando definisco i miei laboratori di libera espressione artistica.

PS: su questo tema mi sento di suggerire la lettura del libro Educare alla libertà
https://www.rudolfsteiner.it/shop/libri/pedagogia/educare-alla-libert-

TUTTO ALL’INCONTRARIO

2016-02-19 11.11.48Ieri guidando pensavo: certo che ho fatto proprio tutto all’incontrario.
Si dice? Beh fa niente perché suona proprio come vorrei.
Quando dovevo scegliere la scuola dopo le medie ero molto confusa.
Sapevo solo che la materia in cui non facevo fatica era arte.
Ma cosa vuoi, l’arte se mai è un hobby e non una professione seria, quindi mica si poteva scegliere in base a questo (anche perché il liceo artistico era a Milano e non era raccomandabile… ).
Quindi le scelte erano fra gli istituti presenti a San Donato Milanese, dove abitavo.
Liceo Scientifico: la scelta, perché tutto sommato la matematica mi piaceva…
Che fatica!
Presa, ad un certo punto, la maturità, un’altra scelta.
Matematica, architettura oppure un corso post-diploma di grafica di tre anni.
Tutta la vita il corso di grafica con un senso di ritrovata libertà mai più riprovato.
Tre anni molto belli e intensi in cui l’arte continuava a scalpitare per trovare il suo spazio, fra le precise e irrinunciabili regole del progetto grafico di stampo svizzero.
Un po’ di arte in qualche poster, nella copertina di una rivista, nel corso di scenografia e in quelli di libera espressione di se (che respiro!).
Poi un giorno, a Milano, entro in uno di quei negozi per le belle arti enormi e rimango folgorata da una confezione di acquerelli.
E li cominciamo a conoscerci.
Poi però preso il diploma dovevo e volevo lavorare e non c’era più tempo per il mio hobby preferito… o quasi.
Rimaneva ed è rimasto per tanto tempo un hobby perché ho concesso all’arte solo i ritagli del mio tempo.
Mi ha sempre fatto stare bene fare arte, anche se uno strano personaggio un giorno mi disse che se non soffrivo non ero una vera artista.
Ora, da qualche tempo, sto dedicando all’arte sempre più tempo, sia per la mia formazione, sia per creare, sia per condurre laboratori di espressione artistica per adulti e bambini desiderando portare il messaggio che quel tempo è prezioso, molto prezioso!
Quindi sono un’artista tutta all’incontrario e va bene così.

Fiori di Bach ad arte

Udite, udite, è nato un nuovo progetto.
Per ora si chiama FIORI DI BACH ad ARTE poi chissà.
Ma, a parte il nome, di cosa si tratta?
Uso i Fiori di Bach da tanti anni grazie agli insegnamenti di Gabriella Mereu e di conseguenza studiando Ricardo Orozco e Dietmar Kramer e sperimentando la loro efficacia su di me soprattutto.
La mia fatica è ricordare il loro significato; ogni volte devo andare a rileggere. Tranne pochi che uso più spesso, non mi rimangono in mente.
La mia memoria funziona più con le immagini che con le parole, esattamente come per l’espressione di me.
Allora ho pensato di creare delle immagini di ogni fiore, non delle illustrazioni realistiche che già esistono.
Sono andata a leggere le caratteristiche di ogni fiore (pianta) per cui è stato scelto da Bach come rimedio e mi sono messa a creare delle cartoline cercando di rappresentare l’essenza di quel fiore, il suo messaggio.
Il risultato è intenso. Sia per l’energia che ho sentito di doverci mettere per creare, sia per la forza delle immagini che ne è scaturita.
Sono solo all’inizio ma vi terrò aggiornati.
Questi sono i primi fiori.


Fatemi sapere che cosa vi suscitano.

GRAZIE.

Come trovare il tempo per ascoltarsi

9mesitelaAlmeno una volta al giorno dovremmo fermarci e ascoltarci.
Ascoltare quello che il nostro cuore ci dice e non solo la nostra mente.
Ascoltare quello che c’è e accoglierlo.
Accogliere con amore le emozioni che affiorano.
Ma spesso, troppo spesso, non ci riusciamo. Non riusciamo a trovare neanche un momento.
La mente non ce lo concede perché abbiamo sempre qualcosa di più importante e urgente da fare.
Io ci sono riuscita facendolo diventare un impegno.
Ho scelto un giorno e un orario così la mente è accontentata.
Quel tempo è diventato uno dei miei impegni.
Non importa cosa fate in quel tempo, anche niente.
La cosa importante è che riusciate ad ascoltare quella parte di voi che non ha mai voce.
Io faccio arte e in particolare una cartolina con il collage di materiali di riciclo di getto.
È una pagina di diario fatta con l’arte anziché con le parole.
Questo diario ad arte l’ho chiamato RACCONTO DI ME.
Cosa ne pensate?
Ci avete mai provato?
Fatemi sapere.

COS’È la sottile linea bianca?

LineaBianca
Ho imparato a usare l’acquarello da autodidatta.
Parlo di più di 20 anni fa quasi 30… (mamma mia quanti!).
Negli anni in cui frequentando un corso di grafica e comunicazione, entrando in uno di quei negozi di belle arti, sono rimasta affascinata da quei colori a forma di piccoli mattoncini.
Non conoscevo nessuna tecnica artistica perché purtroppo la mia formazione, per motivi vari, aveva preso tutta un’altra direzione.
Ma ho scelto comunque di comprare la mia prima scatola di acquarelli e di provare ad usarli.
Ho sperimentato subito che l’acquarello asciuga in fretta e che quando i colori si incontrano non sempre riesci a controllarli e far venire fuori quello che desideri.
Così ho provato a lasciare una sottile linea bianca fra un campo di colore e l’altro.
Ha funzionato.
L’effetto mi piaceva.
Mi sembrava che aggiungesse luce
Da qual momento i miei acquarelli hanno sempre avuto quella caratteristica.
Prossimamente nel laboratorio di espressione e sperimentazione artistica ARTIAMO proporrò questa tecnica per usare l’acquarello.
Se siete interessati scrivetemi a leilamariani@spazioperme.it

Diario ad arte per bambini grandi!

2016-10-05-11-02-30Ma chi sono i bambini grandi?
E gli adolescenti e i ragazzi?

Io non lo so esattamente, ma so che per tutti quelli che hanno dai 9 anni in su, avere un modo di raccontarsi segreto e libero senza essere giudicati è PREZIOSO!
MOLTO PREZIOSO!!!

Provare è la parola.
Provare a partecipare al laboratorio RACCONTO DI ME senza farsi troppe domande.

PROVARE e BASTA!

Per i bambini grandi (o adolescenti o ragazzi o pre-adolescenti… decidete voi il nome che non è importante) ho previsto un incontro mensile tutti i secondi sabati del mese dalle 11 alle 12.
Suggerite ai vostri figli di chiudere gli occhi e immaginare di essere in un luogo dove poter essere se stessi ed essere semplicemente lasciati liberi di esprimersi e ascoltati.

Io li aspetto!

Mamme e papà, fatemi sapere cosa ne pensate!

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COS’È ARTIAMO?

Foto 12-09-15 17 03 29Ho pensato che in effetti è chiaro nella mia testa ma magari non lo è così tanto per chi non ha mai partecipato e se lo ritrova qui fra le proposte di laboratori per adulti.
 
La parola ARTIAMO dice che facciamo arte insieme con amore.
In pratica:
– è un laboratorio di gruppo
– è per adulti
– è un laboratorio dove si sperimenta l’arte in tante e diverse forme
– è un laboratorio di libera espressione
– è per tutti (anche chi non si è mai avvicinato all’arte prima, ma è un po’ curioso e attratto)
– è una volta al mese (l’ultima domenica del mese il pomeriggio)
– è fatto con amore perché è bandito il giudizio verso se stessi e verso gli altri
– è portatore di benessere (chiedete a chi l’ha già provato)
 
Altro non vi posso dire a parole se non venite, provate e poi mi saprete dire voi!
 
PS: per domani ci sono ancora due posti disponibili… se vi è venuta voglia, chiamatemi al 320 2393080

PERCHÈ regalare espressione artistica?

Premettendo che la libera espressione artistica chiunque può sperimentarla anche a casa propria, un laboratorio artistico offre 3 cose difficilmente riproducibili a casa.
Un’occasione, un ritmo, uno spazio.
1.
Un’occasione per dedicarsi del tempo in cui nient’altro e nessun’altro ha la priorità se non noi.
2.
Un ritmo per inserire nel nostro quotidiano qualcosa che ci fa bene e imparare a non rinunciarci per quasi nessun motivo.
3.
Uno spazio libero da interferenze dove si riesca facilmente a fare grandi respiri senza essere interrotti.

Tutto questo ve lo potete regalare o lo potete regalare, ben confezionato in un pacchetto speciale e personalizzato.

Come?
Basta chiedere! Io sono qui.

Scivetemi a leilamariani@spazioperme.it