Weekend artistico per tutti

Sabato per i bambini e domenica per gli adulti.
So che c’è il ponte e comincia a fare caldo ma, se non avete in programma gite fuori porta, e desiderate uno spazio-tempo di tranquillità e respiro per voi o per i vostri bambini, vi aspetto!

Cosa c’è in programma?

sabato 28
Creo il mio mondo
laboratorio artistico per bambini

I bambini creeranno il loro mondo unico e speciale con colori e pennelli e tanti e diversi materiali da incollare.
Una volta creato il proprio mondo, andranno insieme a esplorare i mondi degli altri per scoprire cosa c’è di bello nel mondo dell’altro e cosa gli altri vedono di bello nel loro.
Concluderemo salutandoci e ognuno porterà a casa il suo mondo di oggi, arricchito della meraviglia degli altri.

Ore 14,30 o 16
Costo: 15 euro

domenica 29
Artiamo, l’abbraccio
laboratorio artistico per adulti

Tutti desideriamo un abbraccio.
A volte però non è disponibile.
In questo laboratorio artistico ognuno potrà creare il suo abbraccio in argilla, così che d’ora in poi ne avrà sempre uno a disposizione.

Ore 15
Costo: 30 euro
Per info e prenotazioni chiamatemi al 3202393080 o scrivete a leilamariani@spazioperme.it

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Remedy Rescue

Oggi desidero diffondere artisticamente il messaggio del rimedio Remedy Rescue dei Fiori di Bach.

Che cos’è e a cosa serve?

È una miscela di cinque fiori (ClematisImpatiensRock RoseCherry Plum e Star of bethelhem) chiamata Rescue Remedy o Five Flowers Remedy o con altri nomi similari in quanto il primo di questi è stato registrato. Bach mise a punto questa miscela per tutte quelle piccole o grandi situazioni di emergenza. In tutte quelle situazioni che richiedono un intervento immediato, dove non è possibile scegliere con calma il rimedio.

 

Ma quante cose fai?

LineaBianca

Spesso mi sento dire: ma quante cose fai?
E un po’ mi stupisco. Per me non sono tante e nella mia testa ce ne sono molte di più.
Ogni giorno devo arginare le idee che mi arrivano e metterle da parte, perché ho imparato che devo sceglierne solo alcune a cui dedicare tutta la mia energia.
Altrimenti metto in pista troppe cose e non dedico la giusta energia a ognuna.
Comunque anche se sembrano tante, anzi tantissime, hanno tutte un denominatore comune e un obiettivo comune: fare arte e far fare arte, come espressione di se.
Quindi programmo tanti laboratori di espressione artistica per tutti in cui stare bene ed essere felici.
E poi nel mio studio faccio arte con il collage, con l’argilla, con l’acquarello e con quello che capita.

Pensieri come gomitoli

A volte sento che i miei pensieri si arrotolano proprio come fili nei gomitoli, anzi come fili di quando i gomitoli si sono srotolati e i fili attorcigliati e non si riesce più a venirne a capo.
Notte e giorno se non ho qualcosa di pratico da fare.
White chesnut dei fiori di Bach mi aiuta. Lo ripeto anche come un mantra.
Poi mi metto a usare le mani e va molto meglio.
È come se i pensieri tornassero al loro posto almeno in modo da non attorcigliarsi l’uno con l’altro.
Faccio l’uncinetto senza pensare; un semplice avanti e indietro sempre con lo stesso punto che le mie mani conoscono a memoria.
Oppure prendo l’argilla in mano e lascio che accada.
Oppure faccio la mia cartolina della settimana, quella della pagina di diario “Racconto di me” con il collage di materiali di riciclo che ho a disposizione in una cesta nel mio laboratorio. Anche in questo caso lascio che accada.
Accadono cose, per una volta, fuori dal mio controllo. Che leggerezza!
Poi se il risultato è bello o brutto poco importa.
Ho lasciato che la mia parte di me poco ascoltata, avesse voce finalmente.
Mi sono espressa liberamente con l’arte.

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Onore all’abbraccio

2017-11-27 12.52.48-1Quando mi è capitato in centro a Milano di vedere alcune persone con un cartello con scritto sopra “ABBRACCI GRATIS” mi sono commossa.
Non è difficile commuovermi ma questa iniziativa mi ha proprio colpito al cuore.
Ho sempre amato e voluto fortemente gli abbracci e con la biodanza ho scoperto che non solo per me erano importanti.
Ho imparato anche che nell’incontro con l’altro devi ascoltare fin dove puoi arrivare, devi ascoltare il suo feedback. Solo così l’abbraccio potrà essere goduto da entrambi.
Così nel prossimo incontro di ARTIAMO onorare questo gesto!
Non è un gesto ovvio, non sempre è semplice darlo o riceverlo.
È molto prezioso.

Se desiderate anche voi onorare questo gesto, creando un manufatto in suo onore in argilla, scrivetemi una mail a leilamariani@spazioperme.it per partecipare domenica 25 marzo alle 15.

Intanto ecco il sito dell’iniziativa FREE HUGS (abbracci gratis)
https://www.freehugscampaign.org/

Il lavoro manuale

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Artiamo, il telaio

Il lavoro manuale è una attività attraverso la quale si sviluppano e si armonizzano le facoltà umane, quali volontà, sentimento e pensiero.

La volontà viene stimolata attraverso una ripetizione costante e cosciente. Il soffermarsi nel tempo sullo stesso lavoro consente al bambino di immergersi fin nelle profondità dell’esperienza, assaporare la bellezza delle varie fasi del fare e uscirne competente.
Inoltre ogni esperienza del lavoro manuale si basa su una ginnastica interiore, e in questo senso viene sollecitato il sentimento.
Sia all’interno dell’incontro che del singolo lavoro al bambino viene richiesto di tirar fuori qualità interiori differenti, in quanto vivendo l’intero processo sotto forma di inizio, svolgimento, fine, sperimenta situazioni con caratteristiche differenti imparando a riconoscerle. Questa elasticità interiore porta ad una presenza che lo aiuterà ad affrontare le varie circostanze.
Il lavoro manuale agisce anche sul pensiero in quanto questa materia è vissuta attraverso un insieme di azioni sensate che portano ad un metodo di lavoro.
Questa procedura inizia con un movimento corporeo, passa attraverso la sfera emotiva per giungere solo alla fine alla sfera del pensiero. Perciò il pensare deriva dall’attività e dal movimento.
Anche la scienza moderna ha evidenziato quanto le attività degli arti siano strettamente connesse con quelle cerebrali e come attraverso l’abilità manuale si stimolino le sinapsi celebrali. Tutto questo viene portato incontro al bambino attraverso un insegnamento artistico. Quest’ultimo mette l’accento sul processo, sul movimento interiore, sulle forze di fantasia, sull’ascolto dell’esperienza, sull’agire sul bambino nella sua globalità, sul rendere l’essere umano libero perché pienamente cosciente, sull’arte di economizzare le forze, sull’equilibrio tra momenti di espansione e concentrazione, sulla religiosità dei piccoli gesti, sulla sacralità della bellezza del mondo, sulla ritualità della ripetizione, sulla coerenza tra pensiero e azione.

Labirinto

Qualche mese fa mi è stato chiesto di realizzare dei labirinti per meditazione imitando il labirinto archetipo.
Così ho fatto qualche ricerca perché non conoscevo a fondo il tema.
Ho scoperto che il labirinto è forse una delle più antiche rappresentazioni iconografiche e simboliche che appartiene alla storia dell’uomo.

 

È incredibile che la stessa rappresentazione del labirinto si trovi contemporaneamente in diverse parti del mondo.
Inizialmente pensavo al labirinto come a un percorso intricato difficile da perseguire perché costellato di tranelli, vicoli ciechi che confondono l’orientamento, mentre ho scoperto che non necessariamente è così.
Alla sua origine infatti il labirinto era un percorso obbligato, che da un punto d’accesso conduce a un centro attraverso un andamento rotatorio e circolare con inversioni di percorso. Raggiunto il centro, per uscire è necessario ripercorrere all’inverso il cammino fatto. Il labirinto si avvolge su se stesso e il termine è anche il centro.
Il labirinto, dunque, chiede a chi decide di entrarci di affrontare un percorso ignoto con fiducia, che porterà lontano dalla meta prima di farla raggiungere, in cui non si conosce il tempo necessario e da cui poi è necessario uscire ripercorrendo lo stesso identico percorso.
Che esperienza consente di vivere questa invenzione dell’uomo non lo so con certezza. Per ora ho potuto sperimentarla solo realizzando con l’argilla questi labirinti (per ora 14) e percorrendoli con il dito.
Certo che ha attraversato le culture e i tempi.
A voi è mai capitato di farne esperienza e, se si, cosa è accaduto?

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Don’t worry, be happy!

2016-07-23 10.48.06.jpgMi viene da dire questa frase che in inglese rende proprio bene.
Ve la ripeto perché potrebbe rispondere a quasi tutte le domande che ho ricevuto relative ai laboratori di espressione artistica.

Don’t worry, be happy!

Se non bastasse provo a rispondere a qualche domanda qui di seguito.

  1. Il laboratorio “Creo il mio mondo” questa volta che tema ha?
    Nessuno e neanche le altre volte, perché lo scopo è quello di lasciare un po’ di respiro ai bambini, di dargli la possibilità di esprimersi liberamente. Infatti il nome del laboratorio è “Creo il mio mondo” ma io non dico ai bambini di creare il loro mondo. Loro già lo fanno senza che glielo debba dire.
    Alla fine dico che viaggiamo nel mondo degli altri e proviamo a dire loro cosa ci piace del loro mondo, per rafforzare l’idea che c’è sempre del bello in noi e nell’altro. SEMPRE!
  2. Perché il mio bambino non fa quello che gli dici?
    Il bambino cerca il limite nell’adulto sempre. Cerca il confine sicuro in cui potersi muovere liberamente. Nel tempo mostro loro questo limite ma non posso aspettarmi che già lo conoscano e lo rispettino, soprattutto la prima volta che vengono.
    Inoltre a volte io do loro dei suggerimenti ma so che è solo attraverso l’esperienza che capiranno che quei suggerimenti avevano senso; quindi mi aspetto che non li seguano e che sperimentino cosa accade. Ad esempio suggerisco di aspettare che il colore si asciughi prima di incollarci sopra qualcosa oppure di andare cauti con il nero perché copre tutto. Sono solo suggerimenti, non comandi.
  3. Perché il mio bambino si è sporcato?
    NON è possibile chiedere ad un bambino (e anche ad un adulto) di esprimersi liberamente se deve pensare a non sporcarsi.
  4. Perché non ha fatto quello che mi aspettavo?
    Perché sarebbe meglio per te (genitore) non aspettarti proprio niente. Ascoltare semplicemente cosa è accaduto o cosa sta accadendo con le orecchie, ma anche con gli occhi e con il cuore, vi farebbe sentire davvero meglio (anzi oserei dire molto bene)
  5. Posso venire anche se non sono per niente creativa/o?
    SI!!!!
    Essere creativo significa essere in grado di creare qualcosa che prima non esisteva. TUTTI siamo in grado di farlo.
    È necessario concedersi l’opportunità!

Sempre la stessa minestra

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Artiamo, la tela

Perché conduco laboratori di espressione artistica sempre uguali da anni?
Me lo sono chiesto osservando le proposte di altri professionisti e ascoltando le richieste che mi arrivano.
Alcuni mi chiedono corsi di arte per imparare qualcosa. Come dice il proverbio “Prendi l’arte e mettila da parte”. Avrebbe senso se l’obiettivo del mio lavoro fosse insegnare qualcosa e cioè far aggiungere conoscenza a quella che già ognuno ha.
Altri mi dicono che dovrei proporre altri tipi di laboratori per far provare nuove esperienze. Hanno bisogno di novità per paura di annoiarsi o…. È un po’ come comprare qualcosa di nuovo. Si gode dell’ebrezza della novità. Anche questo avrebbe senso se l’obiettivo del mio lavoro fosse far godere di un momentaneo divertimento.
E invece propongo sempre la stessa minestra… o quasi.
Ma l’obiettivo del mio lavoro è ascoltare per invitare ad ascoltarsi attraverso l’arte come mezzo espressivo.
Cosa significa in pratica?
Significa che, quando una persona si trova in una situazione conosciuta:
– in cui sa di essere libera di esprimersi,
– in cui sa di essere capace di esprimersi con semplicità,
– in cui sa che non le viene chiesto niente se non essere se stessa,
può fare un grande respiro, rilassarsi e godere di quel momento di ascolto.
La stessa minestra ci fa sentire al sicuro e, superato il momento in cui l’assenza di nuovi stimoli ci spaventa, scopriamo quanto dentro di noi ci sia una ricchezza infinita a cui attingere per godere semplicemente della meraviglia che è già in noi.
Provare per credere.

Il ritratto con il collage

Come spesso accade, guardandomi in giro nascono in me le idee.
Traggo ispirazione dal mondo che mi circonda e ringrazio.
Recentemente sto seguendo su Instagram Hector Frank che crea ritratti, anche con il collage, che mi piacciono molto. Hanno una forza espressiva che mi ha subito colpito.
Ho pensato che desideravo sperimentare anche questa modalità di espressione.
Così ho fatto un piccolo esperimento (vedi immagine) che mi ha fatto venire voglia di farne altri.
Ho visto che, dandomi solo come input gli elementi base di un volto: forma ovale attaccata a forma rettangolare sottile (viso e collo) e due occhi, un naso, una bocca e due orecchie, e pescando i materiali d’istinto, è nato un personaggio (vedi foto allegata). Non so chi sia ma mi colpisce.
Così ho deciso di dedicare anche il prossimo appuntamento del laboratorio di espressione artistica ARTIAMO per gli adulti al ritratto con il collage.
Ma faranno il ritratto di chi?
Di se stessi, di un loro caro, del loro amico peloso e di qualcuno che non si sa chi è.
Non so rispondere adesso. Ve lo farò sapere dopo il laboratorio.
Come sempre la parola d’ordine è “liberi!”.

Cosa ne pensate?

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PS: Per approfondire questa è un po’ la storia del collage nell’arte.
https://www.stilearte.it/lorigine-del-collage-una-magia-inventata-da-cubisti-e-futuristi/