COME e PERCHÈ ascoltare?

Ho scelto di chiamare quello che faccio “arte di ascoltare” e fra le due per me la parola ascoltare è la chiave d’accesso alla prima.

Ho conosciuto l’ascolto attivo nel corso di formazione per diventare doula e subito mi è sembrato determinante per me e per la mia arte. Poi ho imparato a fare ascolto attivo, e cioè ad ascoltare davvero, solo con l’esperienza.
L’ascolto non è solo delle parole o dell’espressione artistica, ma anche del corpo.
Se mi metto in ascolto, cerco di non fare niente che mi possa distrarre, perché la persona davanti a me mi parla non solo attraverso le sue parole e la sua arte, ma anche attraverso il suo corpo.
E l’ascolto deve essere puro, senza giudizio, empatico.
Anche per fare arte prima devo ascoltare ciò che desidero raccontare con l’arte che sia una mia storia o quella di qualcun’altro.
Lo stesso ascolto è il terreno su cui conduco i laboratori di espressione artistica, ed anche per questo i miei laboratori sono con pochi partecipanti.
Ma come si fa ad ascoltare davvero. Sembra semplice ma nessuno ce lo insegna come ci hanno insegnato a parlare.

In questo video Alessandro Lucchini racconta come ascoltare davvero.

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COME raccontarsi se le parole non bastano?

ScatolaTesoriVi capita che le parole non bastino o non vengano.
C’è qualcosa che vi impedisce di far uscire fuori quello che abbiamo dentro e vi sentite scoppiare.
A me è capitato tante volte.
E allora come si fa?
Non c’è un’unica strada.
Io posso dirvi quella che funziona per me.
Mi metto a fare qualcosa che posso fare di pancia, senza pensare, senza dover ottenere un obiettivo.
Mi metto al tavolo e metto le mani nella mia scatola dei tesori (dove nel tempo ho raccolto infiniti e variegati materiali di riciclo), scelgo quello che mi va, poi prendo un cartoncino, la colla e comincio a incollare sul cartoncino quello che ho scelto come viene.
Quando sento di aver finito mi sento molto meglio.
Quel cartoncino ha raccolto e accolto me in quel preciso momento.
 
Provate e fatemi sapere oppure venite al laboratorio “Racconto di me” e poi mi dite se per voi ha funzionato.

Il telaio come…

Quest’estate ho visitato l’Écomusée textile al Parc de Wesserling in Alsazia e una delle installazioni fruibili era un grande telaio con sotto un cesto pieno di strisce di stoffa di scarto. Chi lo desiderava poteva contribuire a creare la trama, aggiungendo una o più strisce a quelle già esistenti.
Il risultato è un telaio fatto a più mani con materiali di riciclo.
Un’idea che mi è sembrata bellissima.

Ho subito pensato che avrei voluto prendere ispirazione da questa idea, sia perché mi da modo di utilizzare le stoffe di riciclo che ho raccolto in un nuovo modo, sia perché mi piace l’idea di dare valore all’antica arte della tessitura.

Ma come?
Pensa e ripensa ho creato dei piccoli telai e al prossimo laboratorio di espressione (e sperimentazione) artistica li tirerò fuori.
Vediamo cosa accade…
Nel frattempo ovviamente sto facendo il mio primo prototipo.

Vi terrò aggiornati!

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Telaio fruibile al Écomusée textile al Parc de Wesserling in Alsazia

Hand in hand

Hand in hand

20×32 cm acquacarta

Vi presento “Hand in hand” realizzato nel 2004

Tenersi per mano è un gesto umano semplice.
Tutti gli esseri umani lo possono fare se vogliono.
Facendo Biodanza ne ho compreso il valore profondo.
Quando camminiamo con qualcuno, mano nella mano, ci ritroviamo a condividere una parte del nostro corpo, a condividere la nostra strada, il nostro ritmo.

PERCHÈ in punta di piedi?

2016-06-05 11.36.37.jpgConducendo laboratori di espressione artistica mi sono resa conto che quello che le persone esprimono di se stesse con l’arte o anche con le parole o con i gesti è… (fatico a trovare le parole)… prezioso, sacro, delicato, intimo.
Sempre di più, ascoltando e ascoltando, so che non è mio compito capire ciò che arriva ma accogliere senza giudizio, so di dover camminare in punta di piedi su questo terreno, so che dietro un dettaglio c’è un mondo e non è il mio.
Dare un giudizio così su due piedi camuffato in una frase qualunque tanto per parlare è fin troppo semplice.
Difficile è stare indietro in questo lavoro e allenarsi a non pensarlo neanche, in quel contesto, un giudizio, sapendo che non avrebbe senso e potrebbe essere solo dannoso.
Nessuno può esprimere se stesso in nessun modo se non si sente al sicuro, se non pensa di potersi fidare.

Cosa ne pensate?

COME dare valore a noi stessi?

2016-02-19 11.11.48.jpgSpesso sento la parola “lavoretti” per dare un nome a una qualunque attività creativa o artistica (soprattutto se fatta dai bambini).
Ma la parola “lavoro” non centra con un’attività di tipo creativo.
Se faccio un lavoro ho un preciso obiettivo da raggiungere che deve avere determinate caratteristiche. Mentre non deve esserci un’obiettivo da raggiungere in un’attività in cui esprimiamo noi stessi perché lo scopo è proprio quello: esprimere noi stessi.
In più il diminutivo “etti” fa pensare a qualcosa che ha poco valore in se.
L’attività artistica ha un enorme valore nell’atto di farla, perché ci consente di esprimere noi stessi senza giudizio e aspettative.
Il fatto di dover ottenere un risultato soddisfacente per la nostra mente, annulla il senso dell’attività in se, la fa diventare come una qualunque altra attività dove la mente è protagonista.
Per dare valore a noi stessi dovremmo cominciare a dare valore a quello che facciamo.
Ecco qualche idea:
1. dare il giusto nome all’attività che stiamo facendo per non crearci un’aspettativa sbagliata creata dalla parola sbagliata
2. dare valore a ciò che ci fa star bene perché per fare ciò che è utile praticamente con il minor consumo di tempo ed energie, è necessario stare bene
3. dare valore anche a ciò che non ci piace di noi

Che ne pensate?

PERCHÈ regalare arte?

2Fare un regalo è bello quando so di donare veramente qualcosa che ha un valore per me e per la persona che lo riceverà.
Non è semplice.
Ma a volte, quando desidero veramente farlo e ci metto un pezzettino di te, so che è quello giusto e che il momento in cui lo consegnerò sarà un bel momento, uno di quelli che sia io che chi lo riceverà ricorderà.
Per scegliere a volte è utile conoscere possibilità a cui non avevamo mai pensato.
Regalare arte è una possibilità anzi tre.
Ci sono tre modi in cui è possibile regalare arte con me:
1. regalare un’opera d’arte che ho già realizzato
2. regalare un’opera d’arte che verrà fatta su commissione e che racconterà la storia della persona a cui verrà regalata
3. regalare un laboratorio di espressione artistica a cui potrà partecipare la persona a cui lo regalerete da sola o con voi, in gruppo o singolarmente

Sicuramente saranno regali unici.

Cosa ne pensate?

Scrivetemi su leilamariani@spazioperme.it

COME accorgersi di essere creativi?

2017-08-04 12.42.41L’essere umano è creativo ogni volta che crea qualcosa che prima non esisteva. Non solo un’opera d’arte ma anche un pensiero, un gesto, un comportamento, uno sguardo.
La creatività si può coltivare lasciando spazio al nuovo dentro e fuori di noi.
Osservando ciò che ci sta intorno possiamo creare un nuovo sguardo, che trasformerà il nostro sentire e magari i nostri successivi gesti.
A partire dalle piccole cose possiamo accorgerci di essere creativi o di poterlo essere se solo lo vogliamo.
È necessario ascoltare prima di tutto e ascoltarsi.

Un esempio
1. Aprite la finestra e guardate fuori.
2. Qual’è la prima cosa che notate?
3. Osservatela attentamente. Dedicatele 1 minuto.
4. Cosa avete notato di nuovo? Come vi fa sentire?

Provate e fatemi sapere se funziona e come vi fa sentire.

PERCHÈ saper disegnare non centra?

2017-09-30 16.20.40Saper disegnare non ha niente a che vedere con la libera espressione artistica.
Di solito per “saper disegnare” s’intende saper riprodurre dal vero qualcosa il più fedelmente possibile. E questa cosa volendo s’impara, come tutte le cose, con l’esercizio.
Quindi è sufficiente un buon insegnante e la voglia di imparare.
Se uno non ha voglia di imparare a riprodurre dal vivo qualcosa, non metterà mai abbastanza impegno per imparare a farlo e quindi alla fine non “saprà disegnare”.

Ma esiste la possibilità di esprimere se stessi attraverso l’arte (qualsiasi arte a dire il vero) e per farlo è sufficiente mettersi nella condizione di farlo. Dedicare un tempo a questo e trovare un luogo con i materiali adatti allo scopo.

I laboratori di espressione artistica che conduco sono  un LUOGO possibile, di gruppo a cadenza mensile o anche personalizzati su appuntamento così che ci sia un TEMPO adatto ad ogni esigenza.

Sta a voi scegliere di sperimentare e scoprire come quel tipo di espressione di voi stessi vi fa sentire.
Se ne uscirete felici io avrò raggiunto il mio scopo.

Picasso diceva: “L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.

Se desiderate saperne di più scrivetemi su leilamariani@spazioperme.it

COME prendersi del tempo per sé facendo arte?

tavoloLavoro7.jpgIngredienti
– tempo in cui nessuno vi disturba QB
– materiali di riciclo vari QB
– cartoncino di colore e misura a piacere (per cominciare piccolo)
– colla vinilica
– pennello (facoltativo – se non vi va di sporcarvi le mani)
– forbici (se i materiali che avete sono tagliabili con le forbici)

Procedimento
1. Scegliere fra i materiali di riciclo quelli che più mi piacciono
2. Posizionare i materiali scelti sul cartoncino senza pensarci troppo
3. Incollare i materiali nella posizione e modalità che più mi piace
4. Fare un respiro e ascoltare con il cuore il risultato

Provate e fatemi sapere come è andata!